Inadempimento del sindaco e credito professionale: i limiti all’ammissione
Il caso
Con l’ordinanza n. 6887 del 23 marzo 2026, la Corte di Cassazione affronta il tema dell’ammissione al passivo del credito del sindaco di una società in liquidazione giudiziale, chiarendo i criteri di riparto dell’onere della prova e i limiti derivanti dall’inesatto adempimento dei doveri di vigilanza.
Nel caso di specie, il sindaco aveva proposto opposizione allo stato passivo lamentando l’esclusione del proprio credito per compensi professionali maturati.
⚖️ Eccezione di inesatto adempimento e difesa della curatela
La Suprema Corte ribadisce che la curatela può opporre, quale eccezione paralizzante, l’inadempimento o l’inesatto adempimento del sindaco rispetto agli obblighi derivanti dalla carica.
Tale principio si inserisce nel consolidato orientamento giurisprudenziale in materia di onere della prova nelle obbligazioni, secondo cui:
- il creditore deve provare il titolo del proprio diritto;
- il debitore può eccepire l’inadempimento per paralizzare la pretesa.
Nel caso del sindaco, tuttavia, tali principi devono essere adattati alla specificità della funzione di vigilanza.
📊 Riparto dell’onere della prova
La Cassazione chiarisce in modo puntuale la distribuzione degli oneri probatori:
- Al curatore spetta:
- allegare e provare i fatti relativi alla gestione societaria;
- dimostrare le anomalie organizzative, amministrative o contabili;
- indicare specifici comportamenti negligenti del sindaco.
- Al sindaco, invece, compete:
- provare l’esatto adempimento dei propri obblighi;
- dimostrare di aver esercitato una vigilanza concreta ed efficace;
- attestare di aver attivato i poteri connessi alla carica con la diligenza richiesta (art. 2407 c.c.).
🔍 Il contenuto del dovere di vigilanza
La Corte sottolinea che l’attività del sindaco non può ridursi a un controllo meramente formale o burocratico.
Al contrario, il dovere di vigilanza implica:
- un controllo sostanziale sull’operato degli amministratori;
- l’adozione di tutte le iniziative necessarie in presenza di irregolarità;
- un’attività proattiva, adeguata alle circostanze concrete.
Il sindaco deve quindi dimostrare di aver posto in essere tutte le azioni utili per prevenire o contrastare eventuali violazioni.
❌ Esclusione del credito e limiti al sindacato della Cassazione
Nel caso esaminato, la Corte ha ritenuto corretta la decisione del Tribunale che aveva escluso il credito del sindaco, in quanto:
- la curatela aveva sollevato contestazioni specifiche e circostanziate;
- il sindaco non aveva fornito prova dell’esatto adempimento;
- le doglianze del ricorrente miravano a una rivalutazione dei fatti, non consentita in sede di legittimità.
- Quando il credito del sindaco può essere escluso dal passivo?
Quando la curatela dimostra l’inadempimento o l’inesatto adempimento dei doveri di vigilanza e il sindaco non prova il corretto esercizio delle proprie funzioni.
- Chi deve provare l’adempimento del sindaco?
È il sindaco a dover dimostrare di aver vigilato adeguatamente e di aver adempiuto con diligenza ai propri obblighi.
- La vigilanza del sindaco può essere solo formale?
No, deve essere concreta ed effettiva, includendo tutte le iniziative necessarie per prevenire irregolarità.
- La Cassazione può rivalutare i fatti del caso?
No, il giudizio di legittimità non consente una nuova valutazione delle prove.